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IL COMUNE - Cose da vedere

LE COSE DA VEDERE NEL COMUNE DI ARIANO NEL POLESINE


‘Migrazioni’ di Marino Di Prospero è stata inaugurata sabato 9 giugno 2007 a Rivà di Ariano nel Polesine in presenza delle maggiori autorità locali.
L’installazione dell’opera dell’artista abruzzese Marino di Prospero costituisce la seconda tappa del progetto “Percorso d’arte nel Delta del Po”, competizione artistica indetta dalla Regione del Veneto, Camera di Commercio di Rovigo e seguita, nella sua realizzazione, da Polesine Innovazione, azienda speciale della Camera di Commercio di Rovigo.
“Grazie all’impegno di tutti è stato portato a termine un altro passo dell’ambizioso progetto che, con il sostegno della Regione Veneto, ha visto le amministrazioni locali comprendere il bisogno di dare un impulso al turismo nel Polesine attraverso spunti originali e apportando, all’ambiente già unico, il valore aggiunto di un’opera d’arte” – hanno sottolineato al momento dell’inaugurazione Lorenzo Guido Barbujani, Presidente di Polesine Innovazione e Loredano Zampini Presidente della Camera di Commercio di Rovigo”.
“La sensazione che abbiamo oggi, è quella di aver portato a termine un progetto – hanno detto Maria Luisa Coppola, Assessore Regionale al Bilancio e Giuseppe Fini Deputato al Parlamento Italiano - “infatti, - continua l’Assessore Coppola - dopo aver raccolto l’adesione di numerosi artisti, organizzato il concorso, esserci scontrati con una complessa burocrazia, con passione e determinazione siamo arrivati a concludere, a breve con l’istallazione delle due ultime opere, un progetto a noi caro perché sancisce anche l’appartenenza del territorio del Delta al Veneto.”
Un ambiente e un territorio unico in Italia ed apprezzato anche dal Prefetto di Rovigo, Bruno Sbordone che ha portato nei suoi saluti l’elogio di un’iniziativa volta alla valorizzazione culturale e artistica del paesaggio e che si caratterizza come una spinta ulteriore a conoscere e scoprire la serenità di questi luoghi che, afferma il Prefetto, “sto imparando ad apprezzare”.
‘Migrazioni’, posizionata a sud del Parco, nel Comune di Ariano nel Polesine, è la seconda delle quattro opere, che intendono simboleggiare quattro porte immaginarie che conducono il viaggiatore nel Delta. Il fine del progetto è quello di condurre un viaggiatore o turista, sempre più esigente ed attento a quello che un luogo può offrire, attraverso un viaggio, un percorso non solo naturalistico, seppur in un contesto unico come l’ambiente del Parco del Delta ma, attraverso un vero e proprio percorso natural-artistico che si arricchisce anche dal punto di vista culturale. La scultura contemporanea, infatti, dona al viaggiatore uno spunto diverso e inaspettato per riflettere non solo sulla bellezza della natura, ma anche sulla storia del luogo in cui è posta.
Lo stesso artista, ha descritto l’idea ispiratrice dell’opera come l’incontro di due realtà. La prima naturalistica espressa dall’idea delle migrazioni degli uccelli della zona del Delta così unici e legati all’acqua; la seconda, riguarda le genti del Polesine costrette ad emigrare e legate alla propria terra in continua lotta con tra il fiume ed il mare. L’opera, che rappresenta una barca quasi sollevata da ali di uccelli, ricorda all’artista un passato in cui si doveva lasciare le proprie terre per trovare fortuna altrove tanto in Polesine quanto in Abruzzo, sua terra natale.
“La scultura è la rappresentazione di una migrazione di persone e al contempo di una migrazione di uccelli, - ha spiegato l’artista - è un volo, è un viaggio di una barca. E’ il ricordo dell’esodo di massa che ha visto le genti del Veneto fino ad un tempo relativamente recente costrette a cercare fortuna in altre parti del mondo”.
Il progetto “Percorso d’arte nel Delta del Po” ha trovato il consenso, oltre che delle autorità locali e dei cittadini, di critici d’arte di riconosciuta fama come Vittorio Sgarbi, profondo estimatore sia delle bellezze naturalistiche del Delta del Po che delle opere degli artisti vincitori del concorso.
Dopo l’opera di Simon Benetton, inaugurata lo scorso luglio al Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin a Taglio di Po, il cammino di arricchimento culturale e artistico del Delta ha avuto quindi una seconda tappa ad Ariano e proseguirà poi con Rosolina e Porto Levante entro l’estate.
Erano presenti al taglio del nastro l’Assessore Regionale Maria Luisa Coppola, il Deputato del Parlamento Italiano Giuseppe Fini, l’Assessore al Turismo del Comune di Ariano nel Polesine Virginia Taschini, il Presidente di Polesine Innovazione Lorenzo Guido Barbujani, il Presidente della Camera di Commercio di Rovigo Loredano Zampini, il Prefetto di Rovigo Bruno Sbordone, Sergio Garbato critico d’arte, e l’artista Marino Di Prospero.

I paladini, la colonna miracolosa e Dante Alighieri

La leggenda vuole che la chie-setta di S. Basilio sia stata costruita dai Paladini di Carlo Magno, che sarebbero stati-così alti da non aver bisogno dell'impalcatura. Le ossa dei paladini sarebbero contenute nel sarcofago in marino siste­mato all'esterno della chiesa. Secondo un'altra leggenda il sarcofago conteneva le ossa di San Tunin.

Accanto all'abside in una pic­cola nicchia è custodita un'an­tica colonnina in marmo che sembra fosse dotata di poteri taumaturgici. Dopo essere stata conservata in ambiente sotterraneo iniziò a trasudare una sostanza oleosa che si diceva avesse il potere di rido­nare il latte alle puerpere, che quindi si sottoponevano a un rito praticato sino al 1745.

Chiesa e casa (cioè convento) di San Basilio erano rifugio di viandanti in transito, anche perché la chiesetta era officia-ta dagli stessi monaci bene-dettini di Pomposa e la casa serviva per un certo numero di conventuali che prestavano cure e servizi ai transitanti. Si trova scritto in taluni ricordi storici che in detta abitazione abbiano sostato Guido d'Arezzo, l'inventore delle note musicali, Giotto di Bondone e Dante Alighieri.

Il ritrovamento sul Trageto

La leggenda narra del ritro­vamento di una statua lignea della Madonna, avve­nuto nel tronco di canale' chiamato Trageto. Più volte la statua scomparve da Santa Maria per ricomparire a Corbola.e viceversa. Nacque quindi l'esigenza di accogliere la statua in un luogo adeguato e decoroso, quindi in una chiesa Vera e propria al posto del piccolo oratorio.

Centro turistico culturale di San Basilio

- Museo Archeologico Inaugurato nel 1995, vi trovano posto i preziosi reperti archeologici che di sovente vengono alla luce nella medesima località. E ubicato a due passi dalla chiesa romanica e si sviluppa tutto in un piano; com­prende una sala esposizione, una sala per conferenze, proiezioni e congressi. San Basilio, antichissimo centro ai piedi delle dune,è zona di importanti scavi archeologici. Nel VI secolo a.C. in S. Basilio convi­vevano Greci, Etruschi e Veneti e nel II secolo d.C, lo stesso luogo, trovandosi lungo il corso d'acqua che da Ravenna andava ad Aitino, disponeva anche di un porto romano e la zona era ubicata a ridosso della importantissima via Popillia.

Chiesa Romanica di San Basilio

Eretta nel IX-X secolo d.C. sopre una duna sabbiosa, l'edificio è passato attraverso tre fasi di costruzione. La prima costruzione ha una datazione (V-VII secolo d. C.) avvalo­rata da ritrovamenti archeologici avvenuti nella zona, che testimoniano l'esistenza in S. Basilio della più antica comunità cri­stiana di tutto il Polesine. La seconda costruzione è opera dei Benedettini di Pom­posa, appunto tra il IX e il X secolo. Il pavi­mento della pieve (visibile oggi dalle apposite finestre) è costituito, da laterizi romani provenienti dalla mansio Hadriani. Nel XVIII la chiesa subisce importanti ristrutturazioni (tra cui le finestre sulle pareti della navata e l'elegante bifora della facciata).

Chiesa di S. Maria della Neve

È la chiesa arcipretale, la più importante della zona. Fu probabilmente costruita assieme al campanile nel XV secolo , periodo di grandi pro­sperità per Ariano grazie alle fiorenti attività portuali. Si presenta a tre navate. La pala collocata dietro l'altare maggiore, in fondo alla

navata centrale, è una copia della "Madonna con Bambino" di Benve­nuto Tisi da Garofalo, dipinta nel 1518. L'originale fu venduto e tra­sportato a Venezia nel 1843, dove è esposta presso le Gallerie dell'Accademia. Interessante il dipinto "La Crocifissione", del pittore ferrarese Lodovico Giori, realizzato nel 1833; la pala è collocata nel battistero della navata di destra.

Palazzo comunale

Il palazzo comunale di Ariano, in stile veneziano, è uno tra i più belli del Polesine. Incompleto fin dall'ini­zio ha subito due incendi. L'attuale municipio fu ricostruito nel 1895 sulle rovine di quello distrutto dal fuoco nel 1894. Nel 1911 subisce un secondo incendio e viene restaurato l'anno successivo..

Il palazzo è sovrastato dalla bella torre con orologio. Completamente restaurato, è stato inaugurato nel 1998.

Palazzo Estense (palazzo Zadra)

Circonda, assieme al Palazzo Comunale e al lungo Po, la piazza prin­cipale di Ariano. Probabilmente costruito dagli Estensi, è un'opera monumentale, dotato di ben 15 saloni e di un immenso granaio, con un solo portone fortificato. Sul lato sinistro del fabbricato è posta una torre di ben 16 metri, che terminava con una cornice merlata. Il palazzo ha subito parecchie modifiche nel corso del tempo e attuai- . mente e trasformato in abitazione.

 

Villa Nichetti

Tipica casa padronale costruita negli anni 1906-1907, esternamente ben conservata, attorniata da un ampio parco, situata nella frazione di Monti.

Chiesa di Santa Maria del Traghetto

È la chiesa di Santa Maria in. Punta, località esistente già prima del 1200. per raggiungere la località da Ariano era necessario attraversare in barca uno dei due rami del fiume Toi (attuale Po di Goro); da qui il nome "traghetto". Ristrutturata nel 1988, la chiesa si presenta a pianta rettangolare, a navata unica, con abside semicircolare e tetto.a trava­ture scoperte. Al suo interno è visitabile la mostra di arredi sacri.


Piazza Garibaldi, 1 Municipio 45012 (RO) - Tel. 042671131 Fax 042671170 email: ufficiotecnico@comune.arianonelpolesine.ro.it